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AIPD Nazionale

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Chi Siamo

La sezione Associazione Italiana Persone Down Milazzo-Messina è una delle 50 sezioni dislocate sul territorio nazionale dell'Associazione Nazionale denominata AIPD.

La sezione AIPD Milazzo-Messina conta circa 30 soci ed è costituita da persone o familiari di persone con sindrome di Down.

L'Associazione si propone i seguenti scopi:

  • Intervenire per dare ai familiari - fino dalla prima fase più critica del processo di accettazione del trisomico - sostegno psicologico, informazioni estese e corrette, appoggi pratici, occasioni di incontro e di scambio di informazioni ed esperienze;
  • Facilitare l'indispensabile e proficuo inserimento di bambini e ragazzi con Sindrome di Down nelle scuole di ogni ordine e grado;
  • Promuovere ed organizzare ogni attività atta a favorire l'inserimento di tutte le persone con Sindrome di Down nella società e nel mondo del lavoro e la loro accettazione a tutti i livelli, anche con l'organizzazione e la gestione di progetti per lo sviluppo dell'autonomia personale ed esterna e di corsi di formazione professionale che prevedono la partecipazione del mondo imprenditoriale e produttivo;
  • Promuovere la realizzazione di strutture e di servizi adeguati per rispondere alle esigenze, anche residenziali, dell'età adulta come previsto dalle norme vigenti, assumendosene, se necessario, la gestione diretta;
  • Raccogliere, per un' ampia divulgazione al più vasto pubblico e con i più vari mezzi, ogni informazione sulla Sindrome di Down, nonchè sulle circostanze che sembrano favorirne l'insorgere e sulle misure preventive rese disponibili dalla scienza; promuovere ricerche, anche attraverso l'istituzione di borse di studio, per il reperimento di ulteriori e migliori informazioni sia per la prevenzione che per la messa a punto del programma più idoneo per lo sviluppo delle potenzialità fisiche, mentali ed espressive della persona Down; favorire la diffusione delle informazioni e delle conoscenze anche attraverso proprie pubblicazioni;
  • Creare una rete di consulenti formata da medici, operatori sanitari, scolastici e sociali sensibili ed interessati ai problemi della Sindrome di Down, al fine di conseguire una migliore assistenza generale; favorire con ogni mezzo la formazione e l'aggiornamento di operatori sanitari, scolastici e sociali, anche organizzando direttamente convegni e corsi per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado o per gli operatori sociosanitari;
  • Diffondere la conoscenza degli strumenti operativi, legislativi e previdenziali di cui possono usufruire tutte le persone con Sindrome di Down;
  • Offrire agli organi Legislativi e di Governo della regione e degli Enti Locali, una responsabile collaborazione nell'applicazione delle norme vigenti, nella formulazione di piani e programmi, nello studio di nuovi provvedimenti, esplicando, dove occorra, opera di persuasione, stimolo e pressione;
  • Tenere i contatti con tutte le associazioni che si occupano del problema delle persone con sindrome di Down, con disabilità e dell'infanzia in generale per coordinare con esse le attività di rivendicazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica e scambiare con esse le informazioni utili relative alle attività svolte nelle singole associazioni;
  • Tutelare la dignità della persona trisomica e gli altri suoi diritti sanciti dalla Costituzione Italiana e dalla dichiarazione dell'organizzazione delle Nazioni Unite sui diritti degli handicappati;

Patrocinare, promuovere, curare qualsiasi iniziativa o attività che sia ritenuta dal Consiglio di Amministrazione opportuna per reperire i mezzi occorrenti o comunque per perseguire lo scopo anzidetto.

Va specificato che le attività ed i servizi che offre l'Associazione sono aperti a tutti e che ogni anno il Consiglio di Amministrazione propone un programma di attività.

Organigramma

 

Associazione Italiana Persone Down Onlus Sezione Di Milazzo e Messina

 

Consiglio Di Amministrazione:

 

Presidente:  Roberto Caizzone

Vicepresidente: Pasquale Pianese

Vicepresidente:  Marisca Maria Teresa

Consiglieri: Antonio Cambria Maisano, Alessandra Celi, Danto Santina.

 

Cariche associative:

 

Tesoriere:  Carmelo Galati

Coordinatore: Roberto Genovese

Organo di controllo i soci:  Saverio Patti, Giunta Sebastiano, Vaccarino Giovanni.

Pubbliche relazioni: Barbara Caizzone

La sindrome di Down

Fino a pochi anni fa la maggior parte delle persone si riferiva alle persone con sindrome di Down chiamandole mongoloidi e l’idea più diffusa era quella di persone ritardate mentalmente, che sarebbero state per sempre dipendenti dai loro genitori.
Oggi è possibile incontrare ragazzi con sindrome di Down nelle scuole e e nei parchi, ragazzi con sindrome di Down che si muovono da soli fuori casa per incontrare i loro amici e perfino qualche adulto sul posto di lavoro. Qualcosa sta cambiando.

Che cos’è la sindrome di Down?
La sindrome di Down è una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule: invece di 46 cromosomi nel nucleo di ogni cellula ne sono presenti 47, vi è cioè un cromosoma n. 21 in più; da qui anche il termine Trisomia 21. Genetico non vuol dire ereditario, infatti nel 98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria.
La conseguenza di questa alterazione cromosomica è un handicap caratterizzato da un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio del bambino.

Le anomalie cromosomiche nella sindrome di Down
Esistono tre tipi di anomalie cromosomiche nella sindrome di Down, il loro effetto finale è comunque identico: nelle cellule dei vari organi i geni del cromosoma 21 sono in triplice dose.
L’anomalia più frequente è la Trisomia 21 libera completa (95% dei casi): in tutte le cellule dell’organismo vi sono tre cromosomi 21 invece di due; ciò è dovuto al fatto che durante le meiosi delle cellule germinali la coppia dei 21 non si è disgiunta come avrebbe dovuto (90% dei casi durante la meiosi della cellula uovo materna, 10% durante la meiosi degli spermatozoi paterni).
Più raramente si riscontra la Trisomia 21 libera in mosaicismo (2% dei casi): nell’organismo della persona con la sindrome sono presenti sia cellule normali con 46 cromosomi che cellule con 47 cromosomi (la non disgiunzione della coppia 21 in questo caso si è verificata alle prime divisioni della cellula uovo fecondata).
Infine, il terzo tipo di anomalia, anch’essa rara, è la Trisomia 21 da traslocazione (3% dei casi): il cromosoma 21 in più (o meglio una parte di esso, almeno il segmento terminale) è attaccato ad un altro cromosoma di solito il numero 14, 21, o 22.

Le cause della sindrome di Down
Non conosciamo affatto quali siano le cause che determinano le anomalie cromosomiche in generale. Sappiamo però che:

le anomalie cromosomiche, soprattutto le trisomie, sono un evento abbastanza frequente che interessa circa il 9% di tutti i concepimenti (alla nascita però solo lo 0,6% dei nati presenta un’anomalia cromosomica a causa dell’elevatissima quota di embrioni che va incontro ad un aborto spontaneo);

l’incidenza delle anomalie cromosomiche in generale, e quelle della Trisomia 21 in particolare, è assolutamente costante nelle diverse popolazioni, nel tempo e nello spazio;

tutte le possibili ipotesi eziologiche fino ad oggi formulabili (agenti chimici, radiazioni ionizzanti, infezioni virali, alterazioni metaboliche o endocrine materne) non sono state mai avvalorate dalle molte ricerche condotte.

In definitiva si ritiene che l’insorgenza delle anomalie cromosomiche sia un fenomeno “naturale”, in qualche modo legato alla fisiologia della riproduzione umana, e anche molto frequente.
La presenza della sindrome di Down è diagnosticabile nel neonato, oltre che con un’analisi cromosomica, fatta su un prelievo di sangue, attraverso una serie di caratteristiche facilmente riscontrabili dal pediatra, di cui la più nota è il taglio a mandorla degli occhi (che ha dato origine al termine mongolismo).
Il nome “sindrome di Down” viene invece dal nome del dott. Langdon Down, che per primo nel 1866 riconobbe questa sindrome (sindrome vuol dire insieme di tratti) e ne identificò le principali caratteristiche.

Si può fare qualcosa per prevenirla?
Le cause precise che determinano l’insorgenza della sindrome di Down sono ancora sconosciute. Numerose indagini epidemiologiche hanno comunque messo in evidenza che l’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età materna:

 ETÀ MATERNA - INCIDENZA

> inferiore a 30 anni - 1 su 1500

> 30-34 anni - 1 su 580

> 35-39 anni - 1 su 280

> 40-44 anni - 1 su 70

> oltre 45 anni - 1 su 38

Anche se la possibilità cresce con l’avanzare dell’età materna, questo non esclude che nascano bambini con sindrome di Down anche da donne giovani, ma una donna più anziana ha maggiori probabilità.
L’altro fattore di rischio dimostrato è avere avuto un precedente figlio con la sindrome.

Come viene diagnosticata
La sindrome di Down può essere diagnosticata anche prima della nascita intorno alla 16a-18a settimana di gestazione con l’amniocentesi (prelievo con una siringa di una piccola quantità del liquido amniotico, che avvolge il feto all’interno dell’utero) o tra la 12a e la 13a settimana con la villocentesi, che viene svolto meno comunemente e che consiste in un prelievo di cellule da cui si svilupperà la placenta, i villi coriali appunto.
Queste analisi vengono proposte di solito alle donne considerate a rischio (età superiore ai 37 anni o con un precedente figlio con sindrome di Down) e fatte senza ricovero in alcuni centri particolarmente attrezzati. Sono allo studio nuove tecniche di prelievo, o di cattura, delle cellule fetali nel sangue materno o nella vagina che dovrebbero essere meno invasive e più sicure delle attuali.
Il Tri-test è un esame del sangue materno eseguito tra la 15a e la 20a settimana di età gestazionale per dosare tre sostanze particolari (alfa-fetoproteina, estriolo non coniugato e frazione beta della gonadotropina corionica). L’elaborazione statistica dei livelli ematici di queste tre sostanze, combinata con l’eventualità di sindrome di Down legato all’età della donna, fornisce una risposta che indica la stima della probabilità che il feto abbia una Trisomia 21 oppure no. Pe questo il l tri-test non ha alcun valore diagnostico.

Quante sono le persone con sindrome di Down?
Attualmente in Italia 1 bambino su 1200 nasce con questa condizione.
Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure dedicate a queste persone la durata della loro vita si è molto allungata così che si può ora parlare di un’aspettativa di vita di 62 anni, destinata ulteriormente a crescere in futuro.
Si stima che oggi vivano in Italia circa 38.000 persone con sindrome di Down di cui il 61% ha più di 25 anni.

Chi sono e come crescono i bambini con sindrome di Down?
Lo sviluppo del bambino con sindrome di Down avviene con un certo ritardo, ma secondo le stesse tappe degli altri bambini.
I bambini con sindrome di Down crescendo possono raggiungere, sia pure con tempi più lunghi, conquiste simili a quelle degli altri bambini: cammineranno, inizieranno a parlare, a correre, a giocare.
Rimane invece comune a tutti un variabile grado di ritardo mentale che si manifesta anche nella difficoltà di linguaggio frequente tra le persone con sindrome di Down.
Dal punto di vista riabilitativo non si tratta di compensare o recuperare una particolare funzione, quanto di organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino in una interazione dinamica tra le sue potenzialità e l’ambiente circostante. È importante inoltre ricordare che ogni bambino è diverso dall’altro e necessita quindi di interventi che rispettino la propria individualità e i propri tempi.
Dal punto di vista medico, vista una maggiore frequenza in tali bambini rispetto alla popolazione normale di problemi specialistici, in particolare malformazioni cardiache (la più frequente è il così detto canale atrioventricolare comune, ma si presentano anche difetti intestinali, disturbi della vista e dell’udito, disfunzioni tiroidee. problemi odontoiatrici), è opportuno prevedere col pediatra una serie di controlli di salute volti a prevenire o a correggere eventuali problemi aggiuntivi.

Per conoscere quali controlli di salute sono consigliati per i bambini e le persone con sindrome di Down scarica qui il

Quaderno AIPD n. 17 “Alcune note informative sui controlli di salute per bambini con sindrome di Down”

Che cosa possono imparare e qual è il loro inserimento sociale?
La maggior parte dei bambini con sindrome di Down può raggiungere un buon livello di autonomia personale, imparare a curare la propria persona, a cucinare, a uscire e fare acquisti da soli.
Possono fare sport e frequentare gli amici, vanno a scuola e possono imparare a leggere e scrivere.
I giovani e gli adulti con sindrome di Down possono apprendere un mestiere e impegnarsi in un lavoro svolgendolo in modo competente e produttivo. È impossibile avere oggi dei dati statistici sul numero delle persone con sindrome di Down che lavorano, ma, anche se la legislazione attuale non favorisce adeguatamente l’avvio al lavoro delle persone con ritardo mentale, grazie all’impegno degli operatori e delle famiglie ci sono già molte esperienze positive. Ci sono lavoratori con sindrome di Down tra i bidelli, gli operai, i giardinieri ed altre mansioni semplici. Stanno nascendo inoltre anche alcune prime esperienze in lavori più complessi come l’immissione dati in computer o altri impieghi in ufficio.
Le persone con sindrome di Down sanno fare molte cose e ne possono imparare molte altre. Perché queste possibilità diventino realtà occorre che tutti imparino a conoscerli e ad avere fiducia nelle loro capacità.

AIPDopuscoloQuandoNasceUnbambino.pdf

AIPDopuscoloQuandoNasceUnbambino_perOpSanitari.pdf

Associazione Italiana Persone Down

AIPD nasce il 2 gennaio 1979 da un piccolo gruppo di famiglie con il nome di Associazione Bambini Down (A.B.D.).

• 1982: nasce la prima Sezione AIPD nella città di Viterbo. Oggi le Sezioni sono 50 in tutta Italia.

In questi anni l’associazione cresce e si fa conoscere in tutta Italia.
L’associazione si trasferisce nella sede in cui è oggi, in viale delle Milizie 106 a Roma.
Nasce il giornale che si chiama “Sindrome Down Notizie”.

• 1987: Il 4 ottobre AIPD organizza la prima Giornata Nazionale della Persona con Sindrome di Down in tante piazze di molte città italiane.

• 1989: nasce il corso di educazione all’autonomia a Roma con 22 ragazzi.
È il primo “Club dei Ragazzi” d’Italia.
Viene anche creato il portafoglio con le tasche che i ragazzi con sindrome di Down usano ancora.

In questi anni si fanno tanti convegni e seminari per parlare dei progetti dell’Associazione.

• 1992: l’associazione cambia nome e diventa AIPD, cioè Associazione Italiana Persone Down.
I bambini infatti diventano grandi e bisogna farlo capire a tutti.
Alcuni ragazzi iniziano a lavorare da McDonald’s.

• 1997: alcuni genitori e famiglie fanno nascere la Fondazione Italiana Verso il Futuro che si occupa di case famiglia e aiuta gli adulti con la sindrome di Down che iniziano ad abitare da soli senza i genitori.

In molte città italiane aumentano le Sezioni dell’AIPD e aumentano anche i corsi di educazione all’autonomia.
In questi anni si fanno molte attività, per esempio l’AIPD partecipa ad un convegno mondiale a Madrid, inaugura la casa a Zovello, realizza il film “A proposito di sentimenti”.
Cominciano anche gli stage al Quirinale per molti ragazzi di tutta Italia.

• 2002: l’associazione è alla costante ricerca di fondi (che vuol dire soldi per fare le attività) e pubblica un calendario con personaggi famosi, per esempio Raul Bova e Fiorello.
Comincia a fare progetti internazionali ai quali partecipano molte persone con sindrome di Down.

• 2006: l’associazione partecipa alla prima Giornata Mondiale della Sindrome di Down con un concerto all’Auditorium di Roma.
L’associazione forma il Coordown insieme ad altre associazioni che si occupano di sindrome di Down.

• 2009: il corso di educazione all’autonomia compie venti anni e per festeggiare si organizza un importante convegno a Roma.

• 2010: viene presentato l’orologio Slooow, un orologio più facile da leggere.

• 2011: si svolgono molti progetti ai quali partecipano ragazzi con sindrome di Down, tra cui “Amici sul web”, che insegna ad usare Facebook e rimanere in contatto con gli amici.

• 2012: il Comitato Scientifico si rinnova. La collaborazione con il Quirinale si impreziosisce con l’avvio di stage presso la Biblioteca. Allo spot “Assumiamoli!” viene assegnata la “Stella al Merito Sociale” per il 4° International Commitment Awards 2012. Il Volume “Valigia e biglietto, un viaggio perfetto” riceve il Premio Alberto Manzi.